Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo


Via Olona n.19-20123 Milano Info+390239810868 o 3466872531

lunedì 29 novembre 2010

Regione vara il "federalismo idroelettrico

Con un emendamento al collegato di sessione la Regione Lombardia è la prima a prospettare le nuove norme per le grandi derivazioni idriche, cioè per la fonte di energia rinnovabile più importante del nostro territorio.
Scadono il 31 dicembre di quest'anno le concessioni statali e, in base alle nuove norme nazionali, tocca alle Regioni provvedere a garantire il futuro del sistema. Nel frattempo, nell'anno in corso, è maturato il "federalismo demaniale" (d.lgs 85/2010), che ha trasformato completamente il ruolo della Regione: da semplice soggetto incaricato dallo Stato di provvedere ai nuovi affidamenti, ad Ente proprietario dei beni idrici, delle opere e degli impianti idroelettrici demaniali, con la possibilità di definire obiettivi ed affermare regole sue, pur nei limiti concessi dalle norme nazionali e dalle direttive comunitarie.Stanti queste due premesse, il progetto regionale sulle grandi derivazioni apre la partecipazione al bene idroelettrico a tutto il territorio coinvolto: alle Province, ai Comuni, alla popolazione che lo ospita; e sono condivise le ricadute positive, sia nella gestione del patrimonio "fiume" e dell'ambiente sia nei ritorni economici."La legge - spiega il presidente Roberto Formigoni - contiene scelte regionali fortemente sussidiarie, favorevoli agli enti locali più piccoli, con la sottolineatura del ruolo che questi ultimi possono avere nel compartecipare ad un processo produttivo importante e nell'amministrazione di un bene pubblico, l'acqua, che è inalienabile e strategico"."La legge regionale - aggiunge l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi - nel rispetto degli obiettivi dell'Unione Europea, promuove l'uso delle fonti rinnovabili mediante una gestione più accorta del sistema delle acque, attuando il "federalismo demaniale" ed i principi, nei suoi rapporti concreti con il territorio, della solidarietà e della sussidiarietà".
In sostanza, la Regione - nuova proprietaria dallo scadere di ciascuna concessione - avvia, nel rispetto delle norme nazionali, le procedure ad evidenza pubblica necessarie per i nuovi affidamenti concessori, costituendo nel contempo le "società patrimoniali" interamente ed esclusivamente pubbliche, cui affidare la proprietà demaniale acquisita. Le "patrimoniali" vedranno la presenza degli enti locali, per almeno il 30 per cento delle quote, senza oneri di ingresso a carico di questi ultimi. Nel caso di forte concentrazione di impianti (oltre 100 MW installati) le "patrimoniali" saranno dedicate al territorio della singola Provincia.L'affidamento dell'esercizio industriale della produzione idroelettrica, rispetto al quale una legge regionale nulla può aggiungere o modificare rispetto alle norme nazionali vigenti (si è infatti nel campo della competenza statale esclusiva), può avvenire con varie modalità:- procedura competitiva ad evidenza pubblica condotta dalla Regione o dalla "società patrimoniale" di riferimento;- affidamento diretto a società a partecipazione mista pubblico-privata, se soddisfatti i requisiti delle vigenti norme nazionali e direttive comunitarie; questo secondo criterio diviene prioritario nel caso il territorio sotteso sia montano per più della metà della sua superficie e nel caso la Provincia sia presente nella compagine societaria (sempre, se in presenza dei requisiti di legge).La legge regionale attiva, in forma esplicita, la norma di "cedevolezza" presente nella 122/2010, in base a cui prevalgono le norme regionali sulle statali, per gli aspetti difformi ma riconducibili alla competenza delle Regioni.
SCHEDA - Nel territorio lombardo vi sono oltre trecento impianti per la produzione di energia elettrica da turbine azionate dalla corrente dei nostri fiumi, spesso imbrigliati nei bacini di grandi dighe o in altri casi liberamente fluenti.I grandi bacini artificiali dei fiumi, che fanno della Lombardia la prima utilizzatrice italiana di questa fonte energetica rinnovabile, sono concentrati nelle province più montuose delle Prealpi ed Alpi lombarde; si tratta di impianti che condizionano fortemente l'uso del prezioso fondovalle, che regolano la vita dei fiumi e di chi ne utilizza le acque per l'agricoltura, l'energia, la pesca, lo sport, l'attrazione del turismo e le mille attività che il fiume, da sempre, attira e consente.La capacità di immagazzinare le acque da parte dei bacini montani ha indubbio valore strategico: l'approvvigionamento idrico, il raffreddamento delle grandi centrali termoelettriche di pianura e l'irrigazione dei campi dipendono molto da questi, oltre che dai nostri straordinari laghi naturali.I grandi impianti idroelettrici, specie quando associati agli invasi, non rappresentano solo elementi costitutivi del paesaggio ma sono parte integrante del sistema produttivo e punti fermi nell'uso del territorio, con un impatto che ha pochi rivali tra le molte infrastrutture possibili nel territorio.
(Lombardia Notizie Ln - Milano))

martedì 19 ottobre 2010

Bergamo.Open day: il calendario degli Istituti superiori

Con gli Open day, porte aperte negli istituti superiori del territorio bergamasco, che presentano la loro offerta formativa per l'iscrizione al nuovo anno scolastico.
Anche quest'anno, prima della scadenza delle iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado, molti Istituti superiori, statali e paritari, organizzano gli "Open day" presso ciascuna sede.
Operatori della scuola, docenti, dirigenti scolastici saranno disponibili ad accogliere studenti e genitori per le visite alla struttura e per illustrare le attività, i corsi e le materie del proprio Istituto. Per alcune delle visite sarà necessaria la prenotazione chiamando il singolo Istituto.
Nel calendario: date, orari, note organizzative per contattare il singolo Istituto

martedì 12 ottobre 2010

Federalismo fiscale, Gibelli: Lombardia ha fatto scuola

"Con soddisfazione vedo che per il disegno del federalismo fiscale si è attinto a piene mani all'esperienza lombarda. Il monitoraggio della spesa, in molti settori, ha, con il tempo, consentito alla nostra Regione di individuare costi e fabbisogni standard che, oggi, devono diventare termine di paragone per altre realtà regionali".

E' quanto detto da Andrea Gibelli, vice presidente di Regione Lombardia a commento dell'approvazione del decreto del federalismo fiscale da parte del Governo. Il vice presidente plaude all'avvio della stagione del federalismo fiscale.

"Il Governo è stato di parola - aggiunge Gibelli - e la Lombardia è pronta a spiccare il volo. Accolgo con favore, come già anticipato, che nel quadro del federalismo fiscale il Governo, per voce del ministro Tremonti, ha annunciato l'avvio della riforma fiscale, secondo e decisivo pilastro per il cambiamento del Paese".

"Il principio che permette alle Regioni di introdurre gradi di manovrabilità - ha detto ancora il vice presidente a margine della visita a Genova che sta compiendo al Salone Nautico - consentirà di intervenire sull'Irap. Da anni se ne parla e oramai è un dato acquisito che sia una tassa ingiusta. C'è la possibilità di studiare un modello che renda la nostra Regione, che, è bene ricordarlo, è la più produttiva del Paese, più competitiva, consentendole di programmare misure che entrino in questo nuovo modello normativo".

(Lombardia Notizie Ln - Genova))

giovedì 9 settembre 2010

ANCI LOMBARDIA CHIEDE PIÙ RISORSE PER LE SCUOLE

8 settembre 2010

Lettera al direttore scolastico regionale: "I Comuni non possono più
sopperire alle mancanze del Ministero, siano valorizzati gli sforzi di
razionalizzazione già compiuti"

“Sarebbe ora che la valorizzazione della buona amministrazione non restasse parola morta ma diventasse finalmente il presupposto su cui fondare una nuova pubblica amministrazione, come da tutti auspicato”

Più risorse per le scuole lombarde, a fronte del rispetto delle regole
condivise e di tagli ministeriali indiscriminati che invece mettono a rischio i
servizi ai cittadini

Con una lettera al direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, Anci Lombardia chiede di riconoscere il lavoro svolto da scuole e Comuni lombardi nella riorganizzazione della rete scolastica lombarda per l'anno 2010/11, e ribadisce che i Comuni non possono sopperire alle mancanze del Ministero nell'erogazione di servizi prettamente statali.
Pierfranco Maffè, presidente del dipartimento Pubblica Istruzione di Anci Lombardia, spiega: “Nonostante l’aumento di popolazione scolastica (in Lombardia 15.000 iscritti in più rispetto al 2009) si è proceduto a un’ulteriore razionalizzazione che ha portato a 1295 il numero delle istituzioni scolastiche autonome, con una media di 870 alunni per istituto, probabilmente la più alta d’Italia.
A tale comportamento virtuoso non corrispondono interventi mirati di riduzione degli organici: i “tagli” sono stati applicati in modo generalizzato, non incentivando il merito. Il rispetto delle norme porta con sé il danno e la beffa”.
Scuola dell’infanzia – Nonostante l’aumento degli iscritti alle scuole lombarde, non vi è stato incremento delle risorse umane necessarie. Solo in provincia di Milano 29 scuole non hanno una nuova sezione e 18 scuole si sono viste assegnare un solo docente, con conseguente richiesta di integrazione dell’organico a carico del Comune.
Personale A.T.A. – I tagli agli organici sono stati effettuati in modo indiscriminato, senza considerare il lavoro di dimensionamento svolto a livello regionale. Le scuole in difficoltà si sono rivolte ai Comuni, che oggi si trovano in difficoltà forse maggiori delle scuole, richiedendo di garantire anche semplici operazioni di apertura, chiusura e pulizia dei locali scolastici.
Docenti di sostegno – L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è fortemente compromessa dall’esiguità delle risorse. Le mutate esigenze di integrazione degli alunni appartenenti alle cosiddette “fasce deboli” (spesso stranieri) richiede un ulteriore sforzo da parte del Ministero.
“Chiediamo l’assegnazione di risorse aggiuntive almeno per gli ambiti della scuola d’infanzia, del sostegno e del personale A.T.A. - conclude Maffè – Soprattutto, chiediamo che le risorse recuperate in Lombardia con la razionalizzazione della rete scolastica restino a disposizione delle Scuole e dei Comuni lombardi, per ripagare lo sforzo prodotto dagli enti nell’adempimento delle norme, nonostante le difficoltà ben note”.
“Sarebbe ora che la valorizzazione della buona amministrazione non restasse parola morta ma diventasse finalmente il presupposto su cui fondare una nuova pubblica amministrazione, come da tutti auspicato”, commenta il Presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana.

mercoledì 28 luglio 2010

MIUR Lombardia:Ripartizione risorse organico di fatto 2010/2011 – sostegno

ADEGUAMENTO DELL'ORGANICO ALLA SITUAZIONE DI FATTO POSTI DI SOSTEGNO ANNO SCOLASTICO 2010/2011-Posti attivabili: Bergamo 1.370;
Brescia 1.295; Como 650; Cremona 494; Lecco 345; Lodi 298; Mantova 530; Milano 4.698; Pavia 673; Sondrio 266; Varese 1.045

Facendo seguito alla nota del 27 aprile 2010, prot. MIURAOODRLO R.U. 6574, si trasmette in allegato il prospetto contenente la ripartizione dei posti di sostegno attivabili in sede di adeguamento dell’organico alla situazione di fatto e la conseguente quantificazione del contingente complessivo assegnato a ciascun ufficio territoriale per l’anno scolastico 2010/2011.

Detta quantificazione discende da un’attenta valutazione dei casi segnalati e della gravità degli stessi; al contempo, partendo dalla consistenza dei posti di fatto funzionanti nel corrente anno scolastico, persegue l’obiettivo di un progressivo riequilibrio del rapporto alunni/posti, in coerenza con il criterio già adottato in sede di riparto dell’organico di diritto. Si raccomanda alle SS.LL. di ripartire sui singoli ordini e gradi di scuola il contingente provinciale assegnato tenendo in considerazione il medesimo criterio.

Si sottolinea infine che l’eventuale attivazione di ulteriori posti in deroga, in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 22 febbraio 2010, n. 80, dovrà essere direttamente valutata e autorizzata caso per caso da parte del Direttore Generale dell’USR; peraltro, come sottolineato anche dalla C.M. 23 luglio 2010, n. 59, detti posti andranno comunque istituiti nei limiti strettamente necessari.

Leggi tutto

venerdì 9 luglio 2010

Invalidi civili: «riserva di posto»

«Prevedere l'obbligo di iscrizione dell'interessato al Centro provinciale per l'impiego in cui l'interessato presta o intenda prestare la propria attività lavorativa »
«Resoconti dell'Assemblea - Allegato B-Seduta n. 344 del 29/6/2010
ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA
»

Interrogazione a risposta scritta:

STUCCHI, GOISIS e FEDRIGA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
è riconosciuta gli invalidi civili la «riserva di posto» ai sensi della legge n. 68 del 1999;

gli interroganti sono venuti a conoscenza di alcuni episodi riguardanti invalidi civili che fanno parte delle graduatorie provinciali del personale ATA della scuola, con il profilo professionale di collaboratore scolastico;
tali graduatorie, ad avviso degli interroganti, si appalesano come concorsi per soli titoli, ai fini dell'individuazione di destinatari di un contratto a tempo determinato o indeterminato;
sembra che pur risultando lo status di disoccupato ai sensi del decreto legislativo n. 297 del 2002 all'atto della domanda per l'inserimento nelle graduatorie provinciali, possa accadere che durante gli anni successivi nei quali avvengono gli aggiornamenti delle graduatorie, siano effettivamente cambiate le condizioni, ma non venga richiesta la verifica da parte degli uffici competenti;
ad esempio, un collaboratore scolastico pur risiedendo nel comune di Bergamo e prestando attività lavorativa nella città di Bergamo con rapporto di lavoro che supera gli otto mesi previsti dalla legge n. 181 del 2000 e dal decreto legislativo n. 297 del 2002, può eleggere il suo domicilio provvisorio nel comune di Bologna;
allo stesso collaboratore, solo in base alle dichiarazioni fornite, qualora non raggiunga i limiti di reddito previsti dalla regione Emilia Romagna per i disabili e, nonostante l'attività di lavoro prestata nel comune di Bergamo, viene ugualmente riconosciuto il diritto alla riserva di posto;
il centro per l'impiego di Bologna accetterebbe, senza adeguati controlli, sia la dichiarazione di domicilio eletto che quella di immediata disponibilità ad assumere un nuovo incarico lavorativo, pur conoscendo lo stato di occupazione e la residenza reale, e iscriverebbe il collaboratore nell'elenco dei disoccupati (articolo 8 della legge n. 68 del 1999);
è consentito iscriversi in un qualsiasi centro per l'impiego del territorio nazionale, al fine di consentire la più ampia possibilità di ricerca lavorativa, eleggendo il domicilio -:
se non ritengano opportuno assumere iniziative, anche normative, volte a:
a) prevedere un adeguato sistema di controlli da parte del centro provinciale per l'impiego per accertare l'effettivo status dell'interessato, prevedendo la sospensione ovvero la perdita dello stato di disoccupazione e la conseguente cancellazione dei collaboratori scolastici dalle graduatorie menzionate, qualora si accerti la perdita dei requisiti dichiarati;
b) prevedere l'obbligo di iscrizione dell'interessato al Centro provinciale per l'impiego in cui l'interessato presta o intenda prestare la propria attività lavorativa.
(4-07798)

mercoledì 2 giugno 2010

Provincia di Bergamo: Contributi ai Comuni per il trasporto degli alunni disabili

[Le richieste di contributo devono essere presentate dal Sindaco del Comune di residenza del soggetto disabile all'Ambito Territoriale di appartenenza il quale provvederà a trasmetterle alla Provincia- Settore Politiche Sociali e Salute entro il 30 giugno 2010]

Giovedì 13 maggio alle ore 12, nello spazio Viterbi del Palazzo della Provincia, si è tenuta la firma del Protocollo d'intesa per la ripartizione delle risorse finanziarie della Provincia per il trasporto degli allievi disabili frequentanti i corsi di istruzione secondaria superiore e i percorsi di istruzione e formazione professionale.

La Regione, su proposta della Provincia di Bergamo e della Unione delle Province Lombarde, ha assegnato alla Provincia stessa le risorse finanziarie per un totale di 536.800,00 euro da ripartire a livello territoriale per l'anno scolastico 2009/10, secondo le modalità operative concordate nell'ambito del Tavolo di lavoro dell'Unione province lombarde (UPL) e definite dalla Regione.

Per la presentazione delle domande il Comune di residenza del soggetto disabile (con disabilità certificata) che ha attivato il servizio di trasporto o compartecipa finanziariamente alla sua realizzazione presenta, all'Ambito territoriale di appartenenza, la richiesta di contributo mediante l'apposito modello allegato al presente protocollo. L'Ambito territoriale, dopo una prima verifica di congruità della richiesta, trasmette le domande alla Provincia di Bergamo- Settore Politiche sociali e salute.

La Provincia, conclusa la fase istruttoria della apposita Commissione costituita da due tecnici della Provincia, da due tecnici designati dal Consiglio di rappresentanza dei sindaci, da un tecnico dell'Ufficio scolastico provinciale e da un tecnico dell'ASL della provincia di Bergamo, approva con deliberazione di Giunta provinciale la graduatoria definitiva e in base al costo complessivo del servizio di trasporto per i disabili sostenuto dai Comuni e alla risorsa disponibile a livello territoriale (536.800,00 euro), stabilisce la percentuale di copertura della spesa affrontata. Il trasferimento dei fondi sarà effettuato dalla Provincia direttamente ai Comuni compresi nella graduatoria finale.
Fonte sito web Provincia di Bergamo

mercoledì 26 maggio 2010

Bergamo, l'ospedale intitolato a Papa Giovanni XXIII

Cambia nome l'Azienda ospedaliera di Bergamo, che non si chiamerà più "Ospedali Riuniti" ma sarà intitolata a "Papa Giovanni XXIII".

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, ha approvato una delibera con cui autorizza il cambio di denominazione. Il provvedimento viene ora trasmesso al Consiglio regionale per il via libera definitivo.

E' stata la stessa Azienda Ospedaliera di Bergamo, con una nota del 13 aprile scorso, a chiedere formalmente alla Regione di attivare la procedura per cambiare nome, dopo aver acquisito il parere favorevole in questo senso del presidente della Provincia di Bergamo e del presidente della Conferenza dei sindaci dei Comuni che fanno parte del territorio dell'Asl. Già in occasione del 40mo anniversario della morte di Papa Roncalli, l'Azienda ospedaliera (con una delibera dell'ottobre 2003) aveva formulato l'intenzione di dedicare il nuovo ospedale al Pontefice bergamasco, considerando in particolare alcuni episodi della sua vita.

Durante la prima guerra mondiale don Angelo Giuseppe Roncalli, già cappellano militare con il grado di tenente, si prodigò nell'assistenza ai feriti ricoverati negli ospedali militari, con spirito di profonda umanità e fraternità e accettò senza riserve di assistere i soldati malati di tubercolosi, ben sapendo di rischiare la vita per il pericolo del contagio. Nel corso del suo pontificato manifestò in più occasioni la sua attenzione per i più piccoli e in particolare per i sofferenti, diventando protagonista di episodi ancora oggi vivi nel ricordo di tutti coloro che amarono la figura del "Papa buono". In occasione della giornata di apertura del Concilio Vaticano II esortò i presenti alla cerimonia a non dimenticare i sofferenti. Al termine del suo pontificato accettò la malattia "con spirito di obbedienza a Dio", come egli stesso ebbe a dire pubblicamente.

(Lombardia Notizie Ln - Milano))

venerdì 21 maggio 2010

Artigianato, sono 10 le scuole premiate da Andrea Gibelli

aggiungi www.iuniscuola.it preferiti

"Artigiano non è solo chi compie un lavoro manuale, ma anche chi lavora nel campo della programmazione di software e dell'alta tecnologia". Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione della Regione Lombardia, lo ha ricordato oggi ai ragazzi delle scuole medie intervenuti alla premiazione del concorso "Artigianato e scuola", organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l'Ufficio Scolastico per la Lombardia. Il concorso, giunto alla terza edizione, ha coinvolto 125 scuole secondarie di primo grado della Lombardia (343 classi e 9.100 studenti) e ha visto arrivare in finale dieci classi. Questa la classifica: 1° 2D Istituto comprensivo Clusone di Clusone (Bg), 2° 2C Ic Clusone di Clusone, 3° 2E Ic Clusone di Clusone, 4° 2A San Massimiliano Kolbe di Legnano (Mi), 5° 2B Ic Clusone di Clusone (Bg), 6° 2B G. Leopardi di San Vittore Olona (Mi), 7° 2E Ics Da Vinci di Castellanza (Va), 8° 2B Ics Da Vinci, Castellanza, 9° 2C Ics Da Vinci, Castellanza, 10° 2B Ics Don Milano di Bariano (Bg). Ogni classe, utilizzando un 'magazine' distribuito a tutti gli alunni, ha affrontato in aula, insieme all'insegnante, il tema delle diverse professioni attraverso videogiochi che riproducono alcune attività artigiane (truccatore, pizzaiolo, falegname, impiantista e maestro d'ascia). La somma dei punteggi realizzati dai ragazzi che hanno partecipato alla gara ha stabilito, dopo una fase preliminare in cui è stato scelto il più bravo (il "campione della classe"), la classifica finale con le prime dieci classi.Obbiettivo dell'iniziativa è promuovere l'artigianato e i suoi valori come punto di forza e di eccellenza nell'economia lombarda e ampliare la conoscenza degli sbocchi professionali e dei percorsi di crescita umana e professionale che il settore può offrire alle nuove generazioni."Gli artigiani - ha ricordato il vice presidente Gibelli - hanno fatto la storia del nostro territorio, ma sarebbe riduttivo pensare a loro riferendosi solo a chi compie un lavoro manuale: anche i programmatori dei software per la telefonia mobile, tanto per fare un esempio che ciascuno di noi ha sotto gli occhi tutti i giorni, sono dei grandi artigiani. E la Regione intende confermare il proprio impegno per sostenere il lavoro di una categoria che è uno dei pilastri fondamentali dell'economia lombarda". In palio lettori dvd, stampanti, computer, lavagne interattive, ma anche contatti diretti con il mondo del lavoro: i ragazzi delle classi premiate oggi visiteranno le "botteghe" e gli artigiani ricambieranno la visita portando nelle scuole il racconto dell'esperienza diretta della loro professione.
(Lombardia Notizie-Ln - Milano)

sabato 8 maggio 2010

Smog. "Lodo Formigoni" per evitare la multa Ue all'Italia

Il Presidente Roberto Formigoni
"Ci sono ancora due mesi di tempo, il Governo non sprechi quest'ultima possibilità". Parla chiaro il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il giorno dopo l'ultimatum dell'Unione Europea all'Italia per l'assenza di misure strutturali contro l'inquinamento.

"L'Italia paga tre anni di ritardi - spiega Formigoni - per cui chiedo al Governo di accelerare il lavoro del tavolo tecnico già aperto con le Regioni per definire il piano aria su scala nazionale che blocchi l'iniziativa della Commissione europea. Sono tanti i Paesi europei ai quali la Commissione chiede di mettersi in regola, ma l'Italia può e deve essere virtuosa".

Bruxelles chiede all'Italia di mettersi in regola e ha mandato un ultimo avvertimento prima di comminare pesanti sanzioni per la mancanza di una strategia efficace nella lotta contro l'inquinamento, soprattutto quello legato alle polveri sottili.

LE TAPPE - Nel 2006 Regione Lombardia si è dotata di una legge specifica sulla qualità dell'aria e di un proprio Piano per il territorio regionale. Da quel momento ha sollecitato più volte i diversi Governi che si sono succeduti affinché mettessero mano al dossier su scala nazionale.

"Regione Lombardia - aggiunge Formigoni - si è mossa per tempo e così hanno fatto altre Regioni, per fornire alla Commissione un 'piano di rientro' che riportasse il territorio nei parametri definiti dall'Europa. Gli interventi che andrebbero messi in moto coinvolgono diversi Ministeri e per questo è necessaria una risposta di sistema. Occorre evitare la sanzione e soprattutto restituire a tutti i cittadini italiani un'aria più respirabile, così come sta accadendo in Lombardia dove, proprio grazie agli interventi strutturali messi in campo dalla Regione, registriamo un calo costante degli inquinanti".

Il 29 gennaio 2009 la Commissione aveva inviato all'Italia una lettera di "messa in mora", il 28 settembre 2009 il Commissario europeo Dimas aveva firmato una prima 'decisione' con la quale informava l'Italia che per valutare una deroga serve un impegno a livello nazionale. Il 1° febbraio 2010 la Commissione ha respinto una seconda richiesta di deroga riguardante alcune Regioni del sud. Dopo l'ultimo avvertimento, annunciato ieri, la Commissione ha concesso all'Italia 60 giorni per dimostrare di essere in grado di far rispettare i valori limite per il PM10 a partire dal prossimo anno, grazie all'attuazione di un Piano nazionale connesso i Piani regionali.

LE PROPOSTE - "Le Regioni e Regione Lombardia in particolare - sottolinea Formigoni - hanno già dimostrato di voler fare la loro parte e hanno accumulato in questi anni il know-how necessario per fronteggiare l'inquinamento. La nostra impostazione è chiara: attraverso un mix di incentivi economici e disincentivi all'uso dei mezzi più inquinanti stiamo coinvolgendo i cittadini, responsabilizzandoli, in questa battaglia che è certamente fatta di azioni politiche ma anche di milioni di gesti virtuosi compiuti da ogni singola persona". "Nelle prossime 8 settimane - si augura il presidente - è possibile stendere un documento unitario che prenda spunto dalle proposte che abbiamo già formulato al Ministero dell' Ambiente".

Le Regioni propongono al Governo nazionale di intervenire - con una propria legge - in tre ambiti: il settore produttivo, la mobilità sostenibile e il settore abitativo. Occorre ridurre i limiti delle emissioni industriali, "in Lombardia ci abbiamo messo mano già nel 2000", aggiunge Formigoni, e intervenire sull'inquinamento legato ai liquami dell'agricoltura. Sul fronte della mobilità Regione Lombardia suggerisce di allargare gli incentivi per l'installazione dei filtri antiparticolato, a partire dai mezzi pubblici e da quelli che operano al di fuori della sede stradale (ad esempio le macchine da cantiere).

"Dobbiamo dare vita ad un'azione corale - sostiene Formigoni - altrimenti gli sforzi che una Regione compie per far circolare veicoli meno inquinanti sul proprio territorio vengono vanificati dai mezzi che provengono dalle Regioni vicine o da altri Paesi". Sul versante degli edifici, il Piano Aria nazionale dovrebbe insistere sull'analisi energetica- a partire da quelli pubblici - e sulle misure di risparmio in edilizia, così come sarebbe necessario estendere il controllo sulla combustione della legna e delle biomasse.

IL LIVELLO EUROPEO - Il ritardo del Governo e l'assenza di un Piano nazionale mortifica l'iniziativa delle Regioni. Ma un cambio di passo dovrebbe coinvolgere la stessa Unione Europea: "Grazie agli interventi strutturali - conclude Formigoni - e ad un impegno che dura da oltre un decennio, la Lombardia è una delle Regioni a minori emissioni specifiche di inquinanti pro capite e pro PIL. Di fronte ad un problema che coinvolge la quasi totalità degli Stati membri, la Commissione non può limitarsi a imporre limiti per poi distribuire sanzioni se questi limiti non vengono rispettati. L'Unione Europea deve esercitare il proprio ruolo politico e governare il sistema, prendendo spunto dalle esperienze più virtuose ma anche mettendo mano ai propri fondi per finanziare un modello europeo di sostenibilità ambientale. Si creerebbero anche nuovi posti di lavoro: migliorare la qualità dell'aria si può, e in Lombardia lo abbiamo dimostrato. Ma non c'è altro tempo da perdere".
(Lombardia Notizie - Ln - Milano - 7 maggio 2010)

lunedì 26 aprile 2010

I.P.S. ZENALE E BUTINONE di Treviglio (BG)- C.C.I a.s. 2009/2010


IUniScuoLa Bergamo: ecco il Contratto collettivo integrativo di Istituto per l'anno scolastico 2009-2010 dell'Istituto professionale di Stato "Zenale e Butinone" di Treviglio (BG).
IL GIORNO 05/02/2010 ALLE ORE 10,00 NELL’UFFICIO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO VIENE SOTTOSCRITTA LA PRESENTE INTESA, FINALIZZATA ALLA STIPULA DEL CONTRATTO COLLETTIVO INTEGRATIVO DELL’ ISTITUTO “ZENALE E BUTINONE”
RELATIVO AL PERSONALE DELL’ISTITUTO

Per saperne di più, clicca QUI e QUì

venerdì 23 aprile 2010

Anci Lombardia - Morosità nei pagamenti dei servizi mensa e trasporto scolastici: rispettare le regole e tutelare gli alunni

«Occorre verificare le reali condizioni economiche delle famiglie morose. La dote scuola regionale strumento utile per uscire dall’impasse»

«Proporremo che la Dote scuola venga utilizzata per i servizi di refezione e trasporto scolastico, prima di essere impiegata per altre spese»


Il problema della morosità delle famiglie nel pagamento dei servizi di refezione o di trasporto scolastico è entrato nella cronaca dei giorni scorsi, con i casi di sospensione, da parte di qualche Comune, dell’erogazione del servizio nei confronti di alcuni alunni.
L’iniziativa non poteva lasciare indifferente il sistema delle autonomie locali. –“Pur comprendendo le difficoltà economiche di molte famiglie - ha affermato Pierfranco Maffè, Presidente del Dipartimento Istruzione di ANCI Lombardia - è legittimo che i Sindaci decidano di porre fine a eventuali abusi, o quantomeno di verificare le reali condizioni economiche delle famiglie morose. Occorre anche ricordare – continua Maffè – che le famiglie che soffrono di disagi economici e si trovano sotto la soglia minima dell’Isee, l’indicatore della situazione economica, possono far fronte al pagamento delle rette attraverso la Dote scuola, messa a disposizione dalla Regione Lombardia. Nessuno vuole far ricadere sui figli le responsabilità dei padri e faremo il possibile per non penalizzare le reali situazioni di disagio. Ma è doveroso il richiamo al rispetto delle regole, anche perché molte famiglie in difficoltà pagano regolarmente e non bisogna concedere margini agli opportunisti.”
Anche il mondo della scuola si è dimostrato sensibile al problema. “Il rapporto delle scuole con i Comuni è importante quanto quello con le famiglie – ha dichiarato Giuseppe Colosio, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. – Pertanto di fronte agli episodi di questi giorni è essenziale fare chiarezza per contrastare confusioni e strumentalizzazioni. La scuola ha il compito di insegnare e vigilare sugli alunni; ai Comuni compete di organizzare i servizi di trasporto e mensa, decidendone in autonomia le modalità organizzative; i genitori hanno il dovere costituzionale di mantenere i figli. Le eventuali situazioni di difficoltà o indigenza devono essere affrontate con gli strumenti assistenziali appropriati, evitando di scaricare le tensioni sulle scuole o sulle relazioni fra la scuola e il Comune. E’ pertanto giusto l’invito rivolto dai Comuni alle famiglie ad essere corresponsabili nell’educazione dei figli e ad utilizzare correttamente i servizi Comunali.”
“Sindaci e Assessori – conclude Maffè - hanno sempre fatto il possibile per garantire inclusione, integrazione e sostegno alle famiglie che si rivolgono al Comune; basta guardare ai dati sul diritto allo studio. Alcuni episodi non possono cancellare la storia di decenni di attenzione e disponibilità. Proporremo che la Dote scuola venga utilizzata per i servizi di refezione e trasporto scolastico, prima di essere impiegata per altre spese”.
ripreso da Anci [22-04-2010]

venerdì 19 marzo 2010

Personale A.T.A.: l'U.S.P. di Bergamo ha pubblicato il concorso 24mesi

«Presentazione delle domande dal 22 marzo al 21 Aprile 2010»

L' Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo ha pubblicato sul proprio sito web la comunicazione dell'U.S.R. della Lombardia Trasmissione bandi di Concorso per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali,relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA per l’a.s. 2009/2010.


IUniScuoLa Bergamo. Ecco la comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca- Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Direzione Generale Ufficio Personale della Scuola
Via Ripamonti, 85 – 20141 Milano – Tel. 02 574627279 – Fax 02 56814272
www.istruzione.lombardia.it e-mail: direzione-lombardia@istruzione.it
Posta Elettronica Certificata: drlo@postacert.istruzione.it
Prot. MIURAOODRLO R.U. 4138 Milano, 17/03/2010
Ai Dirigenti Uffici Scolastici Provinciali della Lombardia LORO SEDI
Alle OO.SS. Scuola Regionali LORO SEDI
Oggetto: Trasmissione bandi di Concorso per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali,
relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA per l’a.s. 2009/2010.
Si trasmettono, per i successivi adempimenti di competenza, e con preghiera di massima diffusione tra il personale interessato, i bandi relativi ai concorsi per soli titoli per l’inclusione o l’aggiornamento del punteggio nelle graduatorie permanenti provinciali del personale ATA, emanati da questa Direzione Regionale per le province della Lombardia, ai sensi dell’art. 554 del Decreto Legislativo 16/4/1994, n. 297 e dell’Ordinanza Ministeriale n. 21 del 23/02/2009.
I suddetti bandi di concorso saranno pubblicati all’Albo di questo Ufficio Scolastico e contestualmente, secondo i profili di competenza all’Albo di codesti Uffici, in data 22/03/2010.
Le domande di ammissione ai concorsi sopra-citati devono essere presentate utilizzando gli appositi modelli.
I requisiti di ammissione ed i titoli valutabili devono essere posseduti alla data del 21/04/2010, termine ultimo per la presentazione della domanda.
Il personale A.T.A incluso negli elenchi di cui ai DD.MM. n.82/09 e n.100/09 ha diritto all’attribuzione del punteggio spettante per il precedente anno scolastico ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti o per l’inserimento in esse. Il personale A.T.A. che, pur in possesso dei requisiti di cui al D.M. n.82/09 e n.100/09 non si avvalga della suddetta normativa in quanto occupato per il corrente anno scolastico, può all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti – qualora abbia stipulato contratto di supplenza per profilo diverso da quello dell’anno scolastico precedente per carenza di posti disponibili – scegliere a quale tra questi attribuire il punteggio.

Ai sensi dell’art.5 del D.M. n.100 del 17 dicembre 2009, lo svolgimento delle attività progettuali previsti dagli accordi sottoscritti dall’amministrazione scolastica con le Regioni dà diritto alla valutazione dello stesso punteggio ottenuto nell’a.s. precedente per il personale A.T.A. inserito a pieno titolo nelle graduatorie permanenti di cui all’art.554 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994 n.297. Al personale A.T.A., non inserito negli elenchi prioritari, che svolga le attività progettuali finanziate dalle Regioni, spetta il punteggio commisurato ai mesi di durata del progetto stesso.
Si invitano le SS.LL. a comunicare, al seguente indirizzo di posta elettronica :
< mailto:personaledellascuola.lombardia@istruzione.it%3E,la regolare ricezione dei bandi di concorso.
Cordiali saluti.
IL DIRETTORE GENERALE
Giuseppe Colosio
LV/ar