Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo


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mercoledì 26 maggio 2010

Bergamo, l'ospedale intitolato a Papa Giovanni XXIII

Cambia nome l'Azienda ospedaliera di Bergamo, che non si chiamerà più "Ospedali Riuniti" ma sarà intitolata a "Papa Giovanni XXIII".

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, ha approvato una delibera con cui autorizza il cambio di denominazione. Il provvedimento viene ora trasmesso al Consiglio regionale per il via libera definitivo.

E' stata la stessa Azienda Ospedaliera di Bergamo, con una nota del 13 aprile scorso, a chiedere formalmente alla Regione di attivare la procedura per cambiare nome, dopo aver acquisito il parere favorevole in questo senso del presidente della Provincia di Bergamo e del presidente della Conferenza dei sindaci dei Comuni che fanno parte del territorio dell'Asl. Già in occasione del 40mo anniversario della morte di Papa Roncalli, l'Azienda ospedaliera (con una delibera dell'ottobre 2003) aveva formulato l'intenzione di dedicare il nuovo ospedale al Pontefice bergamasco, considerando in particolare alcuni episodi della sua vita.

Durante la prima guerra mondiale don Angelo Giuseppe Roncalli, già cappellano militare con il grado di tenente, si prodigò nell'assistenza ai feriti ricoverati negli ospedali militari, con spirito di profonda umanità e fraternità e accettò senza riserve di assistere i soldati malati di tubercolosi, ben sapendo di rischiare la vita per il pericolo del contagio. Nel corso del suo pontificato manifestò in più occasioni la sua attenzione per i più piccoli e in particolare per i sofferenti, diventando protagonista di episodi ancora oggi vivi nel ricordo di tutti coloro che amarono la figura del "Papa buono". In occasione della giornata di apertura del Concilio Vaticano II esortò i presenti alla cerimonia a non dimenticare i sofferenti. Al termine del suo pontificato accettò la malattia "con spirito di obbedienza a Dio", come egli stesso ebbe a dire pubblicamente.

(Lombardia Notizie Ln - Milano))

venerdì 21 maggio 2010

Artigianato, sono 10 le scuole premiate da Andrea Gibelli

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"Artigiano non è solo chi compie un lavoro manuale, ma anche chi lavora nel campo della programmazione di software e dell'alta tecnologia". Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione della Regione Lombardia, lo ha ricordato oggi ai ragazzi delle scuole medie intervenuti alla premiazione del concorso "Artigianato e scuola", organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l'Ufficio Scolastico per la Lombardia. Il concorso, giunto alla terza edizione, ha coinvolto 125 scuole secondarie di primo grado della Lombardia (343 classi e 9.100 studenti) e ha visto arrivare in finale dieci classi. Questa la classifica: 1° 2D Istituto comprensivo Clusone di Clusone (Bg), 2° 2C Ic Clusone di Clusone, 3° 2E Ic Clusone di Clusone, 4° 2A San Massimiliano Kolbe di Legnano (Mi), 5° 2B Ic Clusone di Clusone (Bg), 6° 2B G. Leopardi di San Vittore Olona (Mi), 7° 2E Ics Da Vinci di Castellanza (Va), 8° 2B Ics Da Vinci, Castellanza, 9° 2C Ics Da Vinci, Castellanza, 10° 2B Ics Don Milano di Bariano (Bg). Ogni classe, utilizzando un 'magazine' distribuito a tutti gli alunni, ha affrontato in aula, insieme all'insegnante, il tema delle diverse professioni attraverso videogiochi che riproducono alcune attività artigiane (truccatore, pizzaiolo, falegname, impiantista e maestro d'ascia). La somma dei punteggi realizzati dai ragazzi che hanno partecipato alla gara ha stabilito, dopo una fase preliminare in cui è stato scelto il più bravo (il "campione della classe"), la classifica finale con le prime dieci classi.Obbiettivo dell'iniziativa è promuovere l'artigianato e i suoi valori come punto di forza e di eccellenza nell'economia lombarda e ampliare la conoscenza degli sbocchi professionali e dei percorsi di crescita umana e professionale che il settore può offrire alle nuove generazioni."Gli artigiani - ha ricordato il vice presidente Gibelli - hanno fatto la storia del nostro territorio, ma sarebbe riduttivo pensare a loro riferendosi solo a chi compie un lavoro manuale: anche i programmatori dei software per la telefonia mobile, tanto per fare un esempio che ciascuno di noi ha sotto gli occhi tutti i giorni, sono dei grandi artigiani. E la Regione intende confermare il proprio impegno per sostenere il lavoro di una categoria che è uno dei pilastri fondamentali dell'economia lombarda". In palio lettori dvd, stampanti, computer, lavagne interattive, ma anche contatti diretti con il mondo del lavoro: i ragazzi delle classi premiate oggi visiteranno le "botteghe" e gli artigiani ricambieranno la visita portando nelle scuole il racconto dell'esperienza diretta della loro professione.
(Lombardia Notizie-Ln - Milano)

sabato 8 maggio 2010

Smog. "Lodo Formigoni" per evitare la multa Ue all'Italia

Il Presidente Roberto Formigoni
"Ci sono ancora due mesi di tempo, il Governo non sprechi quest'ultima possibilità". Parla chiaro il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il giorno dopo l'ultimatum dell'Unione Europea all'Italia per l'assenza di misure strutturali contro l'inquinamento.

"L'Italia paga tre anni di ritardi - spiega Formigoni - per cui chiedo al Governo di accelerare il lavoro del tavolo tecnico già aperto con le Regioni per definire il piano aria su scala nazionale che blocchi l'iniziativa della Commissione europea. Sono tanti i Paesi europei ai quali la Commissione chiede di mettersi in regola, ma l'Italia può e deve essere virtuosa".

Bruxelles chiede all'Italia di mettersi in regola e ha mandato un ultimo avvertimento prima di comminare pesanti sanzioni per la mancanza di una strategia efficace nella lotta contro l'inquinamento, soprattutto quello legato alle polveri sottili.

LE TAPPE - Nel 2006 Regione Lombardia si è dotata di una legge specifica sulla qualità dell'aria e di un proprio Piano per il territorio regionale. Da quel momento ha sollecitato più volte i diversi Governi che si sono succeduti affinché mettessero mano al dossier su scala nazionale.

"Regione Lombardia - aggiunge Formigoni - si è mossa per tempo e così hanno fatto altre Regioni, per fornire alla Commissione un 'piano di rientro' che riportasse il territorio nei parametri definiti dall'Europa. Gli interventi che andrebbero messi in moto coinvolgono diversi Ministeri e per questo è necessaria una risposta di sistema. Occorre evitare la sanzione e soprattutto restituire a tutti i cittadini italiani un'aria più respirabile, così come sta accadendo in Lombardia dove, proprio grazie agli interventi strutturali messi in campo dalla Regione, registriamo un calo costante degli inquinanti".

Il 29 gennaio 2009 la Commissione aveva inviato all'Italia una lettera di "messa in mora", il 28 settembre 2009 il Commissario europeo Dimas aveva firmato una prima 'decisione' con la quale informava l'Italia che per valutare una deroga serve un impegno a livello nazionale. Il 1° febbraio 2010 la Commissione ha respinto una seconda richiesta di deroga riguardante alcune Regioni del sud. Dopo l'ultimo avvertimento, annunciato ieri, la Commissione ha concesso all'Italia 60 giorni per dimostrare di essere in grado di far rispettare i valori limite per il PM10 a partire dal prossimo anno, grazie all'attuazione di un Piano nazionale connesso i Piani regionali.

LE PROPOSTE - "Le Regioni e Regione Lombardia in particolare - sottolinea Formigoni - hanno già dimostrato di voler fare la loro parte e hanno accumulato in questi anni il know-how necessario per fronteggiare l'inquinamento. La nostra impostazione è chiara: attraverso un mix di incentivi economici e disincentivi all'uso dei mezzi più inquinanti stiamo coinvolgendo i cittadini, responsabilizzandoli, in questa battaglia che è certamente fatta di azioni politiche ma anche di milioni di gesti virtuosi compiuti da ogni singola persona". "Nelle prossime 8 settimane - si augura il presidente - è possibile stendere un documento unitario che prenda spunto dalle proposte che abbiamo già formulato al Ministero dell' Ambiente".

Le Regioni propongono al Governo nazionale di intervenire - con una propria legge - in tre ambiti: il settore produttivo, la mobilità sostenibile e il settore abitativo. Occorre ridurre i limiti delle emissioni industriali, "in Lombardia ci abbiamo messo mano già nel 2000", aggiunge Formigoni, e intervenire sull'inquinamento legato ai liquami dell'agricoltura. Sul fronte della mobilità Regione Lombardia suggerisce di allargare gli incentivi per l'installazione dei filtri antiparticolato, a partire dai mezzi pubblici e da quelli che operano al di fuori della sede stradale (ad esempio le macchine da cantiere).

"Dobbiamo dare vita ad un'azione corale - sostiene Formigoni - altrimenti gli sforzi che una Regione compie per far circolare veicoli meno inquinanti sul proprio territorio vengono vanificati dai mezzi che provengono dalle Regioni vicine o da altri Paesi". Sul versante degli edifici, il Piano Aria nazionale dovrebbe insistere sull'analisi energetica- a partire da quelli pubblici - e sulle misure di risparmio in edilizia, così come sarebbe necessario estendere il controllo sulla combustione della legna e delle biomasse.

IL LIVELLO EUROPEO - Il ritardo del Governo e l'assenza di un Piano nazionale mortifica l'iniziativa delle Regioni. Ma un cambio di passo dovrebbe coinvolgere la stessa Unione Europea: "Grazie agli interventi strutturali - conclude Formigoni - e ad un impegno che dura da oltre un decennio, la Lombardia è una delle Regioni a minori emissioni specifiche di inquinanti pro capite e pro PIL. Di fronte ad un problema che coinvolge la quasi totalità degli Stati membri, la Commissione non può limitarsi a imporre limiti per poi distribuire sanzioni se questi limiti non vengono rispettati. L'Unione Europea deve esercitare il proprio ruolo politico e governare il sistema, prendendo spunto dalle esperienze più virtuose ma anche mettendo mano ai propri fondi per finanziare un modello europeo di sostenibilità ambientale. Si creerebbero anche nuovi posti di lavoro: migliorare la qualità dell'aria si può, e in Lombardia lo abbiamo dimostrato. Ma non c'è altro tempo da perdere".
(Lombardia Notizie - Ln - Milano - 7 maggio 2010)